10 Gennaio 2016

La Sede

La sede della Fondazione Don Marino Cani si trova a Porto Mantovano (MN) in via dei Bersaglieri, 2/c.

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Cà Rossa o Fondo Bancole

Le notizie più antiche su questa possessione risalgono ai primi anni del XVII secolo quando la Corte, chiamata “Bancoli”, è di proprietà del Notaio Cesare Ricciardi di Mantova. In Archivio di Stato (Archivio Ospedale, buste n.ri 84, 85) un Documento di pertinenza del Monastero di S. Orsola così recita: “Nel controscritto anno 1625, il signor Cesare Ricciardo Notaro pubblico di Mantova lasciò nel Testamento suo al Monastero nostro, il luogo nominato Bancoli posto fuori di Porto, sotto il Viccariato di Marmirolo, di biolche 50 in circa, senza agravio di sorta alcuna per l’avenire, solo che le Madri preghino Dio per l’anima sua e delli suoi Defonti, come il tutto appare dall’Istrumento registrato nel Cattasto delle scritture di detto Monastero rogato dal già signor Mauritio Manara Notaro”. E opportuno precisare come in altri Documenti del tempo, il toponimo Bancole venga spesso usato al plurale, o come formazione aggettivale per individuare appezzamenti di terra situati sul pianoalto delimitato dalle attuali strade della Cisa e di Canedole. Infatti in altro Documento dell’Archivio Chieppio (busta n.ro 4) leggiamo di un vicino appezzamento chiamato “Le Vernazze” posto in “Villa Bancolarum”, Comitatus Portus. Sempre in Archivio di Stato di Mantova abbiamo trovato un Contratto di Affitto del 29 ottobre 1635 con il quale le Orsoline di Mantova concedono la Corte in oggetto in conduzione a tale Sebastiano Ventura per un canone annuo di 70 scudi da lire 6 cadauno, moneta di Mantova. Nel Contratto il terreno viene definito “arativo, prativo e vignato, con fabbriche sopra e pollari… il tutto in laudabil forma e con le esenzioni che dette Reverende godono”. Si presume che la corte sia rimasta di proprietà delle Orsoline finché divenne esecutivo, circa l’anno 1782, il decreto di Giuseppe Il con il quale si ordinava la soppressione di molti Conventi e Monasteri del Mantovano.

Sicuramente, nel 1793, la proprietà della Corte passò, per petizione, a tale Forti Consigliere Ferdinando e, nel 1805 al figlio Giovanni Maria. Nel 1808 proprietario di turno è il dottore causidico Natale Salavini che possiede anche alcune casette costruite a riva del Canale Agnella, presso il ponte di Bancole (oggi occupata dalla Cooperativa L’ltaliana). Infine, il 20 luglio 1820, divennero proprietari i Vettori: il dottore Luigi quondam Francesco e la madre Rosa Boccasanta vedova Vettori. La famiglia Vettori ricostruì l’antica Corte dandole l’aspetto attuale e l’abitò per circa 60 anni. Noi riteniamo che il toponimo Ca’ Rossa sia nato in questi anni presumibilmente derivato dal colore dei fabbricati. Quando Anna Maria Muttoni, vedova Vettori si spense nel febbraio 1882 i beni della famiglia furono ripartiti tra cinque figli, un maschio e quattro femmine (vedi atto del Notaio Duranti del 15 gennaio 1884). Oggi Villa Vettori è diventata sede della Fondazione Don Marino Cani, inaugurata nel 1994. Il fabbricato è stato recuperato con la solidarietà gratuita del Basket Bancole e di numerosi Amici e Collaboratori che si sono imposti di dare continuità e sviluppo al progetto iniziato con Don Marino Cani nel lontano 1954. La Villa ristrutturata, proprietà del Basket Bancole è stata da questi donata alla Fondazione Don Marino Cani con atto n.ro 899 del Notaio Stanislao Cavandoli il 23 Aprile 1993.

a cura di Antonio Gaioni